Il genio sprecato del `Chino` Recoba, l`uruguaiano dal piede sinistro magico

Soprannominato senza immaginazione “El Chino” a causa del suo aspetto asiatico, Recoba aveva un piede sinistro fatto di dinamite che poteva far diventare un pallone un proiettile, piegarlo o farlo galleggiare verso un compagno come meglio credeva. Christian Vieri una volta ha affermato che almeno 50 dei suoi gol durante il suo periodo all’Inter sono arrivati ​​direttamente da Recoba.

Recoba rimane uno dei talenti più esasperatamente brillanti degli ultimi decenni. Non molti altri giocatori possedevano così tante abilità donate da Dio e allo stesso tempo mancavano della mentalità o della disciplina per avere successo ai livelli più alti del gioco. Recoba impersonificava il tipo di calciatore volubile: solo Antonio Cassano può sfidarlo nella posta in gioco “e se”.

L’uruguaiano ha mostrato un disprezzo generale per i rigori dell’allenamento. Secondo quanto riferito, durante il periodo di prestito del giocatore al Venezia, l’allenatore Walter Novellino organizzava i suoi giocatori a rotazione per chi doveva passare da casa del Chino e trascinarlo all’allenamento.

Ma le sue giocate, quando decideva che era il suo giorno, erano piú che memorabili.

Tuttavia, le accuse piú dure verso di lui riguardavano la sua evanescenza nelle partite che contavano davvero. Nonostante abbia passato all’Inter un decennio, non ha mai segnato in un derby di Milano o contro la Juventus, riservando invece le sue migliori prestazioni per le squadre minori in Serie A.

Impressionavano la diversità e la qualitá delle sue giocate, il suo genio sconfinato. Volée, pallonetti da metà campo, punizioni, long range velenosi, dribbling. Recoba non è mai stato prolifico, ma nessuno si adatta meglio alla descrizione di “non un grande marcatore, ma un realizzatore di grandi gol”. Tutto questo fece innamorare il presidente Massimo Moratti.

Nella primavera del 1997, l’ex presidente dell’Inter riceve una videocassetta da uno scout interista. Moratti mette il nastro in TV e guarda con stupore il giovane talento segnare un gol ridicolo per il Nacional in Uruguay, gol che veniva ai tempi paragonato al secondo di Diego Maradona contro l’Inghilterra nel 1986.

Indossando la maglia numero dieci, Recoba riceve palla nella propria metà campo prima di partire per la porta avversaria e, proprio come ha fatto Maradona, supera gli avversari con estrema disinvoltura. Tutto sinistro, proprio come Maradona, corre in area prima di sbattere contro un difensore in arrivo e oltrepassare altri due piú il portiere, per poi mandare la palla sul fondo della rete.

Moratti ne fu subito colpito, e così iniziò una grande storia d’amore tra presidente e giocatore. Dopo aver visto la clip, avrebbe esclamato: “Lui (Recoba) è il nostro uomo!” Moratti sancisce l’acquisto di Recoba diversi mesi dopo. Tuttavia, l’accordo passa inosservato a causa della netta mancanza di copertura del calcio uruguaiano alla fine degli anni ’90, e anche perché un altro sudamericano stava facendo notizia su e giù per il paese, vale a dire il Fenomeno Ronaldo.

La ‘Ronaldomania’ si scatenava quell’estate in Italia. L’Inter sfrutta l’interruzione delle comunicazioni tra l’entourage di Ronaldo e il Barcellona per pagare la sua clausola rescissoria, una cifra record di 21,5 milioni di sterline. Già il miglior giocatore del mondo a soli 20 anni, le maglie di Ronaldo andavano a ruba, la sua faccia schizzava su ogni giornale sportivo. In un campionato che aveva già la stragrande maggioranza dei migliori giocatori del mondo, El Fenomeno era chiaramente una spanna sopra gli altri.

La prima partita di campionato dell’Inter della stagione è stata in casa contro il Brescia. Il Giuseppe Meazza era pieno zeppo per l’esordio in campionato di Ronaldo in una giornata gloriosamente soleggiata, tutti speravano di vedere il nuovo giocattolo dell’Inter creare momenti di magia. Ronaldo avrebbe avuto un pomeriggio frustrante ma mostra tutte le sue abilità: il ritmo davvero spaventoso, la forza delle sue gambe, la palla che si attacca al piede come velcro, la capacità di battere in dribbling un numero di giocatori a piacimento.

Il Brescia peró passa in vantaggio grazie a uno degli operai più iconici della penisola, Dario Hubner. Ricevendo un passaggio alto da un giovane Andrea Pirlo all’interno dell’area di rigore e con il difensore Fabio Galante stretto alle sue spalle, Hubner controlla la palla con la coscia destra e butta la palla di sinistro nell’incrocio dei pali della porta di Gianluca Pagliuca.

Qualche minuto prima del tiro di Hubner, Gigi Simoni effettua una sostituzione, eliminando l’inefficace Maurizio Ganz per Recoba a circa venti minuti dal termine. Questo è stato il primo sguardo concesso agli Interisti sul 21enne. È sicuro dire che coloro che hanno testimoniato non lo dimenticherebbero mai.

In un riflesso del suo stato sconosciuto, Recoba è in piedi libero senza opposizione intorno a lui a circa 25 metri dalla porta. Chiaramente, i giocatori del Brescia non lo vedevano come una minaccia da quella distanza.

Fa un tocco con il piede destro per posizionarsi la palla prima di tirare indietro il suo maestoso piede sinistro e colpire la palla perfettamente. Quella palla arriva nell’angolo in alto a velocitá mostruosa. È uno di quei goal che se immagini che non ci fosse rete, la palla continuerebbe a salire e ad alzarsi, uscendo dallo stadio. San Siro é al contempo estasiato e incredulo: Ronaldo viene usurpato delle attenzioni dell`esordio, mentre il nuovo prodigio dell’Inter veniva svelato al mondo.

Cinque minuti dopo, avrebbe ripetuto il tutto con un altro pezzo di genio. Questa volta da un calcio di punizione. Dalla stessa distanza del suo primo, scocca la palla verso l’angolo opposto. E povero portiere bresciano Giovanni Cervone, lasciato senza speranze in entrambi i gol, tanta era la perfezione di entrambi i tiri. La Gazzetta dello Sport avrebbe dato a Recoba un voto di 8 per la sua prestazione master class di 20 minuti. Ronaldo riceveva 6.5.

Recoba aveva ribaltato la partita in cinque minuti, assicurando all’Inter un’improbabile vittoria. È probabilmente il miglior debutto in Serie A dell’ultimo quarto di secolo, ma è stato anche l’inizio della fine per l’uruguaiano. Il peso schiacciante dell’aspettativa divenne semplicemente troppo per lui; una mancanza di autodisciplina, unita a un debutto così straordinario e l’idea che “questa sarà la stagione in cui tutto si sistemerá per lui” lo ha tormentato per tutta la sua permanenza all’Inter.

Ha mostrato solo brevi frammenti del suo incredibile talento, ed è spesso ricordato per il suo ruolo fondamentale nel tenere a galla il Venezia nella stagione 1998-99 dopo un periodo di prestito di sei mesi in cui ha segnato 11 gol in 19 partite.

Col senno di poi, vale la pena chiedersi: qualche giocatore avrebbe mai potuto essere all’altezza delle aspettative scaturite da quei due gol? La risposta è probabilmente no. Tuttavia, nonostante la sua incoerenza, Recoba era il giocatore preferito di Moratti durante la sua presidenza dell’Inter, rendendolo a un certo punto il giocatore più pagato al mondo a cavallo del secolo.

“Nonostante i suoi difetti, Recoba potrebbe essere il migliore al mondo, un fenomeno, dotato di capacità calcistiche come nessuno altro”, ha detto Moratti in un’intervista del 2014. “L’ho amato.” È difficile discuterne.

I nomi per la campagna acquisti di gennaio del nuovo Newcastle milionario

Con nuovi fondi che li collocano tra i club di calcio più ricchi del mondo, Il Newcastle United sembra destinato a piazzare almeno qualche colpo durante il vicino mercato di gennaio. Secondo quanto riferito, sono in trattative per fare di Philippe Coutinho il primo acquisto di qualitá dopo l’acquisizione del club dal valore di 305 milioni di sterline.

Secondo SPORT, già in estate si sono tenuti colloqui con i rappresentanti del centrocampista del Barcellona. Il completamento dell’acquisizione è stato ritardato e quindi un accordo non è mai avvenuto, ma si dice che l’ex giocatore del Liverpool sia aperto a un ritorno in Premier League.

Sebbene le sue azioni siano diminuite negli ultimi anni, la cattura di Coutinho sarebbe un’enorme dichiarazione di intenti da parte dei proprietari del Newcastle all`interno di quel progetto di portare il nuovo club a nuovi livelli.

Il Barcellona lo ha firmato come acquisto record nel gennaio 2018 quando lo hanno preso dal Liverpool con un contratto da 142 milioni di sterline. Si dice che il suo valore attuale, secondo il Barça, sia di circa 42,4 milioni di sterline.

Il nazionale brasiliano si era dichiarato super disponibile per il trasferimento nella finestra estiva, ma alla fine è rimasto in Spagna, iniziando tre partite per i blaugrana ma in visibile difficoltà.

L’imprenditrice britannica Amanda Staveley, che ha guidato il consorzio dopo aver spinto da tempo all’acquisto del Newcastle, ha già parlato della possibilità di rafforzare la squadra. “Abbiamo una grande squadra”, ha detto la 48enne a Sky Sport.

“Ho avuto una bella chiacchierata con il capitano Jamaal Lascelles. Siamo davvero entusiasti di rafforzare la squadra, ma dobbiamo lavorare all’interno del Financial Fair Play e assicurarci che ciò avvenga a lungo termine. Ma é certo che vogliamo investire a tutti i livelli. Vogliamo riuscire a creare la migliore squadra possibile”.

“Tutti parlano dei nomi ma quello di cui hai bisogno è una squadra che lavori bene insieme. Anche questo è altrettanto importante”.

In un’intervista separata, la Staveley ha anche parlato delle aspirazioni a vincere la Premier League entro dieci anni, mentre il presidente Yasir Al-Rumayyan ha promesso una squadra dalle grandi ambizioni.

James Tarkowski del Burnley è il nome che viene menzionato per aiutare a limitare le fragilità difensive. Il difensore è in scadenza di contratto in estate e non sembra firmare un nuovo contratto in tempi brevi, quindi i Magpies potrebbero piombare su di lui a gennaio.

Il Burnley potrebbe essere costretto a vendere il 28enne per ridurre il rischio di perderlo a titolo gratuito in estate.

Un altro nome che viene citato con un possibile spostamento a nord-est è Jesse Lingard. Tornato al club dopo un fruttuoso periodo di prestito al West Ham la scorsa stagione, Lingard continua a essere un rincalzo all’Old Trafford. Il versatile centrocampista si trova alle spalle di campioni del calibro di Mason Greenwood, Jadon Sancho, Marcus Rashford, Bruno Fernandes e Paul Pogba che non gli lasciano il minimo spazio.

Gli altri possibili nomi accostati al club inglese sono Aaron Ramsey della Juve, il trequartista Eden Hazard del Chelsea, il portiere del Barcellona Marc Andre ter Stegen e il terzino dell`Atletico Madrid Kieran Trippier.

Qualcuno si aspettava nomi piú altisonanti?

Puó la Juve puntare su Paulo Dybala come suo futuro leader?

L’attaccante juventino Paulo Dybala ha riconquistato la sua posizione di protagonista principale all’Allianz Stadium, ma il rinnovo del contratto è ancora in fase di rinvio. Rientrato da un infortunio, la Joya ha ricordato a tutti di che pasta é fatto.

Dybala ha superato Michel Platini e John Charles dopo aver segnato 106 gol con la Vecchia Signora e potrebbe presto raggiungere la top 10, con Federico Munerati a 114 e Roberto Baggio a 115, ormai alla portata già in questa stagione.

Il nazionale argentino ha mostrato la sua leadership nella prestazione chiave contro lo Zenit St Petersburg in Champions League martedì, ma il suo futuro a Torino è ancora incerto.

Tuttosport afferma che la firma non arriverà immediatamente, poiché Jorge Antun ha riprogrammato il suo viaggio in Italia a causa dei continui ritardi burocratici nella trattativa.

Secondo quanto riferito, le due parti hanno concordato nuovi termini, poiché Dybala sembra destinato a firmare un nuovo contratto quinquennale a 8 milioni di euro a stagione più bonus. Gli avvocati devono ancora dare il via libera e l’appuntamento con l’agente di Dybala è stato rinviato – di nuovo.

Il 27enne argentino si è fatto sicuramente notare come l`uomo cardine della manovra bianconera dopo il rientro dall’infortunio, in termini di imprevedibilitá e di classe innata.

Tuttosport afferma che la firma non arriverà immediatamente, poiché il procuratore Jorge Antun ha riprogrammato il suo viaggio in Italia a causa dei continui ritardi burocratici nella trattativa. Gli avvocati devono ancora dare il via libera e l’appuntamento con l’agente di Dybala è stato rinviato – di nuovo.

Nonostante le prestazioni abbastanza scadenti di quest`annata, la crescente importanza di Paulo Dybala per la squadra è stata una delle poche luci positive della Juventus.

L’argentino è al club dal 2015 e dovrebbe firmare un contratto che dovrebbe tenerlo a Torino fino al 2025. É il principale punto di riferimento in attacco, e nelle ultime partite è stato l’unico insieme a Federico Chiesa che ha saputo fornire un approccio imprevedibile alla manovra d`attacco.

L’attaccante, infine, condivide un grande legame con il club dopo anni di servizio e di alti e bassi. Aveva scelto la Juventus come futura meta sin dai tempi del Palermo e si è sempre rifiutato di lasciare Torino quando gli si presentavano altre occasioni.

Tante buone ragioni per puntare sull`argentino come uomo chiave della Juventus futura, altrimenti su chi (verrebbe da dire)?

Sandro Tonali sta splendendo in un Milan che va a tutta velocitá

Pur non avendo quasi mai a disposizione tutti i suoi migliori giocatori, il Milan continua a vincere partite in questa Serie A e l’ultima è stata un soffertissimo ma prezioso 1-0 sul Torino.

Nonostante sia ancora senza i migliori Franck Kessie e Zlatan Ibrahimovic, probabilmente due dei migliori interpreti da quando Stefano Pioli ha allenato I Rossoneri, la squadra ha giocato con grande brio e qualitá.

La sorpresa piú brillante della stagione é certamente Sandro Tonali. Il 21enne ha iniziato quasi tutte le partite finora in questa stagione per Il Diavolo e le sue prestazioni sono migliorate sorprendentemente. Tonali è ora in grado di dettare il gioco dando anche profondità e i suoi ritmi nella pressione e nel gioco difensivo fanno di lui un giocatore imprescindibile in tutte e due le fasi.

Con Kessie e Ismael Bennacer a completare il reparto, il Milan é certamente superiore rispetto alla scorsa stagione a centrocampo e l’ex stellina del Brescia sta velocemente dimostrando di essere in grado di partire da titolare regolarmente.

Dai passaggi sbagliati agli errori di posizione della scorsa stagione, era chiaro che l’allora ventenne Tonali non si era completamente adattato e aveva bisogno di più tempo. Riducendo volontariamente il suo stipendio per il meglio del club quest’estate, Tonali sembrava determinato a dimostrare il suo valore e guadagnarsi la conferma. La pazienza è una virtù, e con questa pazienza è iniziato il processo di valorizzazione di un giovane talento al fine di manifestare tutto il suo vero potenziale.

All’inizio della stagione, senza i suoi due principali centrocampisti Franck Kessie e Ismael Bennacer, Pioli non aveva altra scelta che dare a Tonali un ruolo principale nell’undici titolare, e Franco si dimostró subito pronto, un giocatore completamente rigenerato. Meno passeggero e più protagonista, la sua volontà di assumersi maggiori responsabilità e comandare il centrocampo era chiara giá nelle prime partite. Mobile e con energia da bruciare, la sua innata capacità di coprire grandi porzioni di campo è evidente. Spesso, si abbassa per avviare il possesso palla, eseguendo i passaggi intermedi o andando un po’ fuori copione portando la palla in avanti in percussione per aprire il centrocampo avversario.

Ma non é stata l`unica bella novitá della nuova annata rossonera. Mentre Zlatan Ibrahimovic si sta rivelando piú un attaccante part-time forse molto piú importante in ottica spogliatoio (complici molti acciacchi al ginocchio), il Milan aveva bisogno di un altro attaccante in grado di colmare il vuoto e il veterano francese Olivier Giroud ha già lasciato il segno.

Dopo aver giocato nella Premier League inglese per quasi un decennio con Arsenal e Chelsea, il 34enne si è rapidamente adattato al calcio italiano e ha segnato giá 4 gol in Serie A, scacciando la maledizione dei numeri 9 rossoneri.

Con Ibrahimovic che ha giocato solo 19 volte nella stagione 2020/21 di Serie A e che ha anche compiuto 40 anni a ottobre, il francese segna gol decisivi ed è un bonus di benvenuto per i rossoneri.

In difesa continuano a guidare Kjaer e Tomori, con l`ultimo che ha portato strapotere fisico ma soprattutto velocitá a una difesa che, se proprio si voleva trovare un difetto, era troppo compassata e statica.

Il numero degli infortunati è notevole, anche se sta cominciando a decrescere con il ritorno di Theo Hernandez e Franck Kessie ieri, mentre Brahim Diaz ha ricevuto il via libera dalle prossime gare dopo essersi ripreso dal COVID-19.

Considerando gli infortuni, i rossoneri possono essere più che felici di assicurarsi nove vittorie nei primi 10 turni di Serie A, qualcosa che il club aveva ottenuto solo una volta nel 1954-55.

Prossima missione per Pioli: dare un`identitá europea a questo Milan, che in Champions League non ha, finora, raccolto neanche un punto.

Chiedimi se il Napoli puó vincere lo scudetto

Il Napoli è rimasto imbattuto finora in questa stagione di Serie A dopo aver ottenuto l`ennesima vittoria, questa volta un comodo 2-0 contro il Cagliari allo Stadio Diego Armando Maradona.

Con l’arrivo in panchina del Napoli di Luciano Spalletti al posto di Gennaro Gattuso, sono subito nate aspettative e speranze, dal principio. I tifosi del Napoli speravano di sicuro in un finale migliore rispetto a quella grande delusione subita dopo il pareggio al Maradona contro l’Hellas Verona nell’ultima giornata della scorsa stagione, che li aveva visti perdere la qualificazione alla Champions League.

Tuttavia, molti dubbi si sono alzati quando i partenopei durante il mercato estivo non hanno partecipato a grandi trattative e non hanno mosso grossi capitali (in piena linea con tutte le altre squadre italiane a dire il vero) e le ambizioni della squadra hanno iniziato a essere messe in discussione. Guardando i risultati e le prestazioni recenti, una corsa per lo Scudetto potrebbe essere invece molto piú che un miraggio.

Ha ottenuto sei vittorie in sei partite di Serie A, segnando 16 gol e subendone solo due. Sei partite che hanno visto gioco e performance quasi perfette. Un cartellino rosso per Osimhen nella drammatica giornata di apertura contro il Venezia (vinta comunque 2-0), una vittoria nel finale al Genoa, un’incredibile vittoria in casa contro i rivali della Juventus e due vittorie consecutive per 4-0 nell’arco di tre giorni.

Il Napoli sta giocando un calcio brillante, con alcuni nomi diversi ma all’altezza della situazione. A cominciare dalla star nigeriana Osimhen. Di ritorno dalla squalifica, ha segnato sei volte in quattro partite. Una capacità di segnare affidabile che ha attratto l`interesse di molte squadre della Premier League, ma anche un’etica del lavoro che lo vede adattarsi perfettamente a questo Napoli.

Sebbene non sia stata la finestra di trasferimento più memorabile per gli Azzurri, l’aggiunta di Andre-Frank Zambo Anguissa si è rivelata straordinariamente fruttuosa. L’esordio del camerunese è avvenuto contro la Juventus e da allora si è guadagnato un posto da titolare inamovibile. Un centrocampista completo che può giocare praticamente a qualsiasi livello del campo, che si tratti di proteggere i difensori, di sradicare palloni, di giocare box-to-box o di supportare l’attacco.

Una stagione ottima la stanno vivendo anche molti altri giocatori, 2 su tutti Koulibaly e Fabian Ruiz.

La gestione degli uomini di Spalletti, infine, è unica. Mantenere Petagna, Ounas ed Elmas sfruttandoli al massimo dalla panchina non é stato sicuramente facile da spiegare. I tre giocatori hanno espresso in estate il desiderio di lasciare il club ma sono una risorsa importante e ricorrente nel piano di gioco dell’allenatore.

Vale anche la pena notare che l`allenatore toscano ha creato un sano livello di competizione tra i giocatori. Ad esempio, le ali Hirving Lozano e Matteo Politano. Giocatori che hanno le carte in regola per essere nella formazione iniziale ma sono in rotazione costante senza lamentele di sorta, invece entrambi stanno contribuendo in modo efficace.

Il Napoli finora sta mostrando molta creatività, resistenza ma anche chimica. Se dovessero continuare su questa strada, dovranno essere considerati contendenti allo Scudetto, almeno a pari delle 2 milanesi.

La Juventus punterá alla reunion con Paul Pogba nel 2022

La Juventus non ha avuto i fondi per provare ad acquisire Paul Pogba quest’estate, ma desidera comunque riportarlo all`ovile il prossimo anno.

Potrebbe succedere nello stesso modo in cui è successo nel 2012. Il contratto del fuoriclasse francese scade nel 2022 e sembra non aver ancora trovato un accordo con il Manchester United per prolungarlo. I bianconeri hanno già contattato il suo agente Mino Raiola per avviare il piano, riporta Tuttomercatoweb.

Il PSG avrebbe voluto acquistare il campione francese quest’estate, ma i Red Devils hanno rifiutato ogni offerta.

Pare che gli emiri di Parigi abbiano offerto fino a 65 milioni di euro per aggiungerlo alla loro collezione di stelle. Anche loro sarebbero in corsa se Pogba se ne andasse gratis tra un anno.

Anche il Real Madrid ha mostrato interesse ad acquistarlo negli ultimi anni. Se i colloqui per l`estensione continuassero a non portare a un nulla di fatto, il Manchester United potrebbe considerare di lasciarlo andare a gennaio. Dovrebbero però accontentarsi in questo caso di un valore ridotto rispetto al suo valore reale.

La Juventus sta cercando di gettare le basi in anticipo, come è necessario per questo tipo di accordi. Non avranno più a bilancio gli stipendi mastodontici di Cristiano Ronaldo nel 2022, facendo spazio a un altra stella.

Il centrocampista ha trascorso quattro anni a Torino quando era più giovane. Ha accumulato 178 presenze con i bianconeri, segnando 34 gol e contribuendo a quattro scudetti. È tornato al club di Premier League nel 2016 con un trasferimento del valore di 105 milioni di euro.

Diversi top club sono stati collegati alla firma del nazionale francese in estate.

Raiola è in ottimi rapporti con la Juventus, in quanto i bianconeri hanno ingaggiato il suo cliente Moise Kean dall’Everton in estate. Anche Matthijs de Ligt fa parte della lista dei clienti dell’agente.

La Juventus era anche in trattative per ingaggiare Gigio Donnarumma in estate, ma il portiere italiano alla fine è passato al PSG.

Resta da vedere se la Juventus sarà in grado di ingaggiare Pogba dato che stanno cercando di abbassare il totale del monte ingaggi e sono aperti a offrire un massimo di 9-10 milioni di euro all’anno al netto delle tasse a qualsiasi nuovo giocatore in entrata.

Agli anni della Juve, la formazione preferita di Conte era il 3-5-2, con Pogba inizialmente fatto giocare in un centrocampo a tre a destra o a sinistra di Andrea Pirlo, che di Pogba disse: “Ricorderò sempre il primo giorno in cui si è allenato alla Juventus . Era davvero giovane, ma si vedeva che era speciale”.

Nel dicembre 2013, Pogba vinceva poi il Golden Boy Award per il miglior giovane giocatore d’Europa. “Nel giro di un anno e mezzo Pogba si è sviluppato in modo eccezionale”, diceva Conte. “Ha tutto il potenziale per raggiungere la vetta”.

L’efficacia e la capacità di Pogba di esprimersi con più libertà è stata supportata grazie al giocare al fianco di giocatori del calibro di Pirlo, Vidal, Sami Khedira e Claudio Marchisio. Pare difficle anche solo paragonare quel centrocampo stellare con quello della Juve delle ultime 2/3 stagioni.

Come é cambiato Cristiano Ronaldo dalla sua prima volta allo United

Cristiano Ronaldo ha cambiato il suo modo di giocare in modo considerevole rispetto alla sua prima esperienza nei Reds.

I tifosi dello United hanno comunque bellissimi ricordi del portoghese.

Il numero 7 ai tempi crebbe da talento con infinito potenziale a vera superstar dell’Old Trafford, con Sir Alex Ferguson che massimizzava il suo modo di stare in campo e le sue abilitá.

Tuttavia, è passato più di un decennio da quando Ronaldo passó quel primo periodo a Manchester e in tutto questo tempo il suo gioco è cambiato e si è evoluto abbastanza considerevolmente nella misura in cui ora è un giocatore diverso in alcune specifiche aree.

Ronaldo ha iniziato come ala per lo United, andando in uno contro uno lungo la stessa fascia del suo piede preferito, per spesso crossare verso l’area a favore della conclusione degli attaccanti.

L’ex Rio Ferdinand una volta ha descritto come la natura difficile di Ronaldo abbia causato conflitti all’interno dello spogliatoio, con Ruud van Nistelrooy che contestava spesso i suoi dribbling a volte di troppo.

“Ronaldo aveva la palla a lato e stava facendo le sue veroniche e i suoi dribbling e Ruud stava facendo la corsa verso l`area – ha detto Ferdinand -. Ronaldo non ha crossato e Ruud è impazzito, urlando”.

“Dovrebbe essere nel circo, non dovrebbe essere in campo”, è ciò che avrebbe detto Van Nistelrooy all’epoca, che con quelle parole ha avuto una reazione implicita sul giovane e lo ha costretto a rendere le sue abilità più pratiche per abbinare la sua tecnica a giocate davvero importanti per il collettivo.

A poco a poco, Ronaldo ha iniziato a trovare la rete più spesso e Ferguson ha iniziato a trasformarlo in un’ala larga che a volte avrebbe tagliato verso posizioni piú centrali, piuttosto che un’ala che avrebbe coperto la fascia e basta.

E infatti emerge come il principale tiratore dello United in poco tempo; dal 2006 fino alla sua partenza per il Real Madrid, Ronaldo è arrivato primo per tiri totali in Premier League per tre stagioni consecutive.

Quando Ronaldo lascia i Reds per andare a Madrid, é un attaccante sempre nel pieno dell`azione che tende ad occupare posizioni larghe e a segnare gol in tutti i modi possibili, ma questo pian piano cambia con l’età.

Oggi, il nazionale portoghese tira ancora molto spesso – era in testa alla Serie A per i tiri la scorsa stagione – ma il suo ruolo è più limitato e puramente legato al gol.

Ronaldo si è plasmato in un realizzatore finale di giocate piuttosto che in un giocatore che aiuta a costruirle, ed è forse per questo che ha ancora un tale impatto in campo a 36 anni. È ancora incline a spostarsi in aree ampie, ma non tanto come prima, essendosi trasformato più in attaccante che in attaccante esterno.

Tutta la sua energia è ora dedicata al gol e questo è evidenziato dai suoi contributi difensivi; quanto a statistiche per interventi di pressing e copertura, la scorsa stagione si trovava nell’ultimo 1% degli attaccanti nei primi cinque campionati europei.

Dopo aver lasciato Manchester più di 10 anni fa, Ronaldo é tornato come una versione estremamente cinica ed efficiente di se stesso. E i 2 gol di ieri al Newcastle alla sua prima partita stanno lí a dimostrarlo.

Ascesa e caduta – La grande Lazio dell`epoca Cragnotti

Il campionato italiano é stato piú di una volta teatro di bellissime favole. Sono innumerevoli i fuoriclasse che hanno attraversato la Serie A.

Nell’era degli anni ’90, la Serie A italiana è diventata per eccellenza il campionato dove poter ammirare i top players del calcio mondiale. Club come Juventus, Milan, Inter, Roma e Parma sono le squadre che hanno piú storie da raccontare.

Ma tra la squadra c’è un nome che merita di essere preso in considerazione. È la Lazio.

Con uno scudetto conquistato nella stagione 1973/74, la Lazio e il suo falco tornano a tirar fuori le zanne a metà degli anni ’90.

La figura di Sergio Cragnotti è nota per essere una persona fredda e arrogante.

Nel 1990, Cragnotti non é piú soddisfatto del solo successo finanziario che stava ottenendo. Più di questo, vuole essere conosciuto. Vuole essere adorato. In quel momento Cragnotti inizia ad avvicinare diversi dirigenti della Lazio manifestando interesse a prendere la proprietà del club dalle mani di Gianmarco Calleri.

Quando Cragnotti manifesta il suo interesse, la Lazio é ancora intrappolata nelle turbolenze che aveva vissuto a causa degli strascichi dello scudetto del 1974. A partire dalla partenza di Giorgio Chinaglia per i New York Cosmos, una serie di disastri aveva colpito ininterrottamente la Lazio, dallo scandalo Totonero alla scomparsa di Bruno Giordano.

A Cragnotti, però, non importa. Continua imperterrito nell`opera di cinvincimento. Finalmente, nel 1992, riuscì a convincere Calleri a rinunciare al controllo della Lazio a suo favore. Fu un nuovo inizio, un epopea.

Nel nominare Zeman come allenatore, Cragnotti inizia presto a rendersi conto che il ceco non é in grado di portare la squadra verso i grandi successi a cui ambiva.

Le prestazioni della Lazio peggiorano e Zeman viene licenziato dopo 3 stagioni. Dopo una breve parentesi con Dino Zoff, Sven-Goran Eriksson diviene allenatore permanente.

Cragnotti é incantato dal suo carisma. Ecco perché, quando arriva lo svedese, Cragnotti si fa piú coraggioso nelle campagne acquisti. Nella stagione 1997/98, porta Matias Jesus Almeyda, Roberto Mancini, Alen Boksic e Vladimir Jugovic.

Anche i risultati arrivano all’istante. I nuovi giocatori si aggiungono a quelli esistenti come Luca Marchegiani, Alessandro Nesta, Diego Fuser, Giuseppe Pancaro, Roberto Rambaudi e Pavel Nedved.

Nella sua prima stagione alle prese con la Lazio, Erikson riesce a portare la Lazio solo al 7° posto della classifica di Serie A. Ma anche nella sua prima stagione, Eriksson è in grado di portare alla Lazio una Coppa Italia e una Supercoppa italiana del 1998.

Inoltre, lo svedese è stato anche in grado di portare la Lazio in finale di Coppa UEFA 1998. Sfortunatamente, la Lazio deve arrendersi all`Inter di Ronaldo, venendo rasata al suolo per 0-3.

Per Eriksson fu comunque un buon inizio e nella stagione 1998/99 Cragnotti continua con campagne acquisti folli. Il mercato praticamente appartiene a loro con il successo di portare Christian Vieri, Jose Marcelo Salas, Sinisa Mihajlovic, Dejan Stankovic, Sergio Conceicao, Igor Protti, Fernando Couto e Ivan de la Pena. Spendono più di 100 milioni di euro e non possono fare a meno di essere ottimisti.

La stagione si puó definire come una mancata tripletta. I laziali riescono a conquistare il titolo di Supercoppa Italiana battendo la Juventus. Quindi, riescono anche a vincere l`ultima edizione della Coppa delle Coppe battendo il Real Mallorca. Ma falliscono in Serie A.

Nella stagione 1999/2000, Eriksson riesce finalmente a trovare una formula per assicurarsi il trofeo del campionato italiano. Ancora una volta, attraverso la folle azione di Cragnotti, la Lazio cede Christian Vieri nell’estate del 1999. 30 milioni di sterline più Diego Pablo Simeone vengono consegnati da Massimo Moratti in dote per riscattare Vieri.

I soldi del trasferimento di Vieri sono stati poi utilizzati per portare dal Parma Juan Sebastian Veron e Roberto Nestor Sensini. Con Vieri a essere l’unico grande giocatore ad andarsene, la Lazio si stava solo rafforzando. Allo stesso tempo, però, anche la Juventus si è ripresa dalla peggiore stagione degli anni ’90. Il recupero di Alessandro Del Piero da un infortunio al ginocchio fa sembrare La Vecchia Signora come un forte candidato per lo scudetto.

Ad una sola partita al termine del campionato, la Juve ha 2 punti di vantaggio sulla Lazio. Alla Juventus, che gioca contro il Perugia, bastava il pareggio per assicurarsi la vittoria della Serie A. Proprio quando la Vecchia Signora inizia la sua partita, la Lazio ha giá rifilato 3 gol della Reggina e aspetta il risultato finale della Juventus.

Nonostante la vittoria sulla Reggina, sui volti dei tifosi biancocelesti non c’é ancora alcuna espressione di gioia.

Sotto una forte pioggia, arbitro del match diventa un certo Alessandro Calori, allora 33enne. Con un tiro a incrociare, il difensore infila Van der Sar. 1-0 per i padroni di casa. All`Olimpico i tifosi invadono il campo e inizia la festa. Sembra un miracolo.

Ma i bei tempi non durano a lungo. Il motivo é che solo un anno dopo la conquista dello Scudetto, la Cirio, che era la principale fonte dei fondi della Lazio, ebbe problemi finanziari e alla fine fallì.

Cragnotti porta ancora Gaizka Mendieta, Jaap Stam, Stefano Fiore e Darko Kovacevic a caro prezzo. Tuttavia, vengono finalizzati solo dopo che anche Juan Veron, Pavel Nedved e Marcelo Salas vengano venduti.

Nel 2003 Cirio dichiara bancarotta e nella stagione successiva Cragnotti viene ricercato dai pm per peculato. Il regime presidenziale è praticamente finito e la partenza dei fuoriclasse diviene inevitabile.

L`Inter 2021/2022: caccia allo Scudetto dopo la rivoluzione

L’Inter, in profonda crisi finanziaria, quest’estate ha deciso di liberarsi dei due imprescindibili Hakimi e Lukaku, depotenziando notevolmente la forza della squadra. Riguardo agli obiettivi della nuova stagione, l’Inter potrebbe essere solo in corsa per la Serie A.

Ma fortunatamente i dirigenti dei nerazzurri hanno dimostrato ancora una volta la loro altissima capacità strategica. Nelle circostanze avverse di fondi estremamente limitati, hanno rapidamente finalizzato i due nuovi arrivi di Dzeko e Dumfries riempiendo i 2 posti vacanti. La cosa più lodevole è che con l’introduzione di Dzeko e Dumfries, l’Inter ha speso solo 12,5 milioni di euro in totale (Dzeko a costo zero, Dumfries a 12,5 milioni di euro di trasferimento + 2,5 milioni di bonus). Se includi Calhanoglu, anche lui a costo zero, l’Inter sta spendendo somme certamente non incredibili di denaro per nomi di tutto rilievo.

Con l’aggiunta dei tre nuovi arrivi, l`Inter sará ancora in grado di schierare due formazioni competitive.

Nella nuova stagione, la formazione dell’Inter sará ancora comunque molto solida. Nella formazione titolare di Inzaghi, il vecchio capitano Handanovic fa ancora la guardia allla porta nerazzurra. La linea difensiva è ancora composta dai tre difensori centrali più fidati della squadra, Skriniar / De Vrij / Bastoni. Per quanto riguarda il centrocampo, Calhanoglu sostituirà Eriksen, e il nuovo aiuto Dumfries sfrutterá la sua corsa per dire a tutti che è in grado di succedere ad Ashraf (Darmian sarebbe comunque ancora una scelta di tutto rispetto). Nelle restanti tre posizioni Barella, Brozovic e Perisic sono ancora i protagonisti ai tempi di Conte. Nella posizione di attaccante, il 24enne Martinez diventerà la nuova bandiera dell’attacco della squadra, in coppia con l’esperto Dzeko per garantire la potenza di fuoco offensiva dell’Inter. Guardanndo l`attuale organico dell’Inter, i nerazzurri potrebbero puntare alla riconquista del titolo.

In primo luogo, la fiducia dei campioni in carica della Serie A non puó essere persa. Se ne va Conte, salutano anche i due protagonisti Lukaku e Hakimi, e l’impatto sui nerazzurri è evidente. Tuttavia, grazie all’impegno incessante di Marotta e Osilio, i rinforzi sono stati molto piú che mirati. È innegabile che nonostante la forza della squadra sia diminuita rispetto al campionato della scorsa stagione, l’Inter è ancora una squadra di livello. Tanto più che i campioni in carica possono guardare con fiducia a un pacchetto arretrato di sostanza ed esperienza, che spesso é il segreto per puntare al campionato.

Oltre al miglioramento della forza della squadra, il motivo per cui l’Inter è riuscita a tornare ai vertici della Serie A la scorsa stagione è che non ha perso troppi punti contro le cosiddette “piccole”. In Serie A la scorsa stagione, l’Inter ha perso solo 3 partite in totale. I nerazzurri hanno perso contro la Sampdoria per 1 a 2 nel 16° turno. Le restanti due partite, sono state perse contro le due rivali Milan e Juventus.

Simone Inzaghi avrá due anni di contratto per confermare la sua inter nella difesa dello Scudetto, confermando giá in conferenza stampa che é quello l`obiettivo.

“Sapevo che avrei affrontato una sfida importante. Sanno tutti che abbiamo affrontato vendite molto importanti per stabilizzare il club”. “Ora dobbiamo andare tutti nella stessa direzione e reagire alle difficoltà, e la nostra motivazione farà la differenza”

— Simone Inzaghi