I giocatori piú detestati del decennio

Non parliamo ovviamente di odio puro, ma di insofferenza sportiva. Proviamo a fare una lista.

Il difensore che per scorrettezza svetta tra tutti gli altri e` certamente PEPE. Entrate assassine e cattiveria pura ne fanno il Pasquale Bruno dei tempi moderni.

Va in questa speciale classifica NEYMAR. Il brasiliano ha un posto d`onore nella lista per la sua fama di simulatore, il suo attaccamento ai soldi e il disinteresse verso la competizione.

LUIS SUAREZ sarebbe il calciatore più odiato dai tifosi. L’attaccante uruguaiano ha difatti sempre fornito elementi nuovi a chi sostiene sia un giocatore scorretto. Dalle accuse di razzismo fino ai morsi (chiedere a Chiellini).

MARIO BALOTELLI. Per la sua strafottenza, le sue ideologie politiche sbagliate, e per non essere mai rimpianto dai suoi tifosi. Tronfio e ostentatore.

DIEGO COSTA: fa del calcio una guerra fisica e nervosa di novanta minuti. E` difficile non odiarlo, anche perché è lui stesso che lo vuole, per nutrirsi del tuo odio come una creatura maligna.
Ma se sei uno spettatore con un pizzico di attenzione in più all’estetica e meno alla morale non puoi non amarlo.

Un posto anche a SERGIO RAMOS. Allo spagnolo sembra quasi piacere farsi odiare. Che poi e` talmente forte che potrebbe fare a meno di tutto quello spettacolo inutile.

E a LEONARDO BONUCCI. D’altra parte come si fa a non odiare uno che esulta dicendo al pubblico di sciacquarsi la bocca?
A chi lo dice poi, al suo pubblico? Solo a quello avversario? Solo ai suoi detrattori? Non si sa.

Romelu Lukaku e i gol ritrovati

Il gigante di 26 anni ha rivelato che le uscite furiose del coach Antonio Conte lo hanno portato fuori dalla sua zona di comfort e che ha cominciato ad ottenere il meglio dal suo gioco proprio da quel momento.

Lukaku ha detto in conferenza stampa che l’approccio senza fronzoli dell`allenatore dell’Inter Antonio Conte lo ha sicuramente incitato a fare di piú.

Il nazionale belga si è trasferito nel campionato di Serie A dal Manchester United per 75 milioni in estate e si è rapidamente affermato come uno dei più pericolosi attaccanti nella massima serie italiana.

Dopo essere stato percepito come un flop all’Old Trafford, ha dato una svolta a Milano, dove ha segnato fino a ora 18 gol in Serie A dall`inizio di stagione. Lukaku ha capito che la psicologia di Conte funziona e che essere denigrato di fronte ai compagni di squadra dopo partite giocateparticolarmente male fa crescere la motivazione.

“Ricordo una delle mie prime partite di Champions League contro lo Slavia Praga, quando ho giocato davvero male – come se fossi un dilettante quel giorno – e mi ha criticato duramente di fronte a tutta la squadra”, ha detto l’ex dell`Everton a Sky Sports. Sono piccole cose del genere. Abbiamo giocato poi il derby di Milano ed e` venuta fuori una delle mie migliori partite della stagione. Ha rafforzato la mia fiducia ma mi ha svegliato allo stesso tempo. Lo fa a tutti, non importa chi sei. Tutti sono uguali.Non mi era mai successo davvero prima. Te lo dice dritto in faccia se stai bene o sbagli.”

É un Lukaku diverso , tanti gol e un livello di forma che ricorda i suoi migliori momenti all`Everton.

Dopo un inizio altalenante, trovata la migliore forma fisica, Lukaku adesso si sta dimostrando devastante in coppia con Lautaro Martinez, facendo così dimenticare ai tifosi nerazzurri il fuoriclasse Icardi.

Pjanic, addio Juve – Quanto vale?

Miralem Pjanic si è addormentato e non sembra piú utile alla causa bianconera.
Le notizie dell`ultimo mese piú o meno dicono questo: Arthur alla Juventus, Pjanic al Barcellona.

Le intenzioni della Juve sono quelle di rinforzare le mezzali e vendere il bosniaco perchè nell` organico bianconero c`è gia` Rodrigo Bentancur, il suo naturale sostituto.
Tra i catalani, se non proprio Arthur, anche Rakitic potrebbe essere utile alla causa bianconera.

Pjanic, prima della Juve, svolgeva il ruolo della mezzala destra: un playmaker posizionato per la maggior parte del tempo nella meta` offensiva del campo, talvolta sotto ritmo, che costruiva il gioco subito dietro la trequarti di campo avversaria.

In Italia lo ricordiamo soprattutto a Roma, ma esplode prima a Lione come erede di Juninho Pernambucano. E se Miralem e` diventato uno specialista dei calci di punizione lo deve agli allenamenti col brasiliano.

Con Allegri alla Juventus si trasforma in regista davanti alla difesa e cambia il suo modo di giocare.
Tantissimi palloni giocati, non conduce quasi mai la palla, preferisce smistarla ai fianchi o verticalizzare dopo non piu` di 2 tocchi.
Non ci si dimentica di Pirlo ma quasi.

È un giocatore con una eccelsa tecnica individuale, e sa spostarsi molto bene per trovare la porzione di campo migliore.
Ma non possiede un dribbling da fenomeno alla Iniesta e tantomeno possiede rapidita` d’esecuzione.

Nell`ultimo anno di Juventus il suo rendimento scende in picchiata.
Tante le frasi di amore di Sarri dell’estate (“un giocatore come Pjanić deve giocare 150 palloni a partita”) a cui e` seguito l`utilizzo
in pianta stabile del numero 5, ma con prestazioni alterne.
Si percepisce un calo fisico e anche una carenza di gol (3 soltanto quest`anno, il suo minimo di sempre).

Per il Pianista è un anno lento e l`impressione è che sia un buon momento per cederlo, soprattutto se oggi il suo valore di mercato è davvero tra i 60 e i 70 milioni

Gazza – I migliori sono matti

Se non ricordate `Gazza` Gaiscogne é il primo costoso acquisto da parte del magnate neo-presidente Cragnotti, che e` deciso a dare un volto vincente alla sua Lazio.

Quando? Siamo poco dopo Italia `90. Chi erano stati i protagonisti? Schillaci, Maradona, Matthaus ovvio, ma non solo.Nell`Inghilterra che va in semifinale brilla un centrocampista dall`insolita tecnica (almeno per gli standard inglesi dell`epoca).

Lui e` Paul Gascoigne, `Gazza` per tutti. Fisico imponente e baricentro basso, dribbling stretto e tanta corsa. Arriva dal Tottenham dove colleziona piu` che buone prestazioni ma a detta di lui e` proprio il mondiale in Italia che mette l`Inghilterra nella mappa calcistica.

Cragnotti lo vuole a tutti i costi e spende in tutto 7,5 milioni di lire, cifre impensabili per l`era pre-Murdoch.

Il suo momento piu` bello? Il 15 giugno del 1996 quando segna alla Scozia. Gazza segna con un pallonetto sul difensore prima di una conclusione forte sul palo vicino. Alan Shearer e Teddy Sheringham spruzzano su di lui acqua dalle borracce, simulando per terra la celebre foto della sedia del dentista.

Le storie divertenti sono tante. Gazza di natura é eccentrico, lunatico.

Cragnotti ne ricorda soprattutto l`arrivo a Roma. Fu ricevuto calorosamente da tutti ma il Presidente non ricorda in modo per niente piacevole quel momento. “Tua figlia, grande tette” gli dice Gazza, appena sbarcato. Ma il presidente la fa passare quella battuta. Con lui la sua Lazio a centrocampo e` ben altra cosa rispetto agli anni passati.

I suoi compagni di spogliatoio potrebbero scrivere libri interi, di episodi su Gazza. John Barnes racconta che alla fine della finale per il terzo posto che l’Inghilterra perde proprio con l’Italia, nello spogliatoio inglese entra un uomo accompagnato da quattro bodyguard che chiede di lui. Paul è sotto la doccia, esce coperto solo da un asciugamano per il viso e va incontro all’uomo schiaffeggiandogli la testa in puro stile Benny Hill. Le guardie del corpo intervengono subito ovviamente perché quell’uomo è Gianni Agnelli e secondo Barnes è lì che sfuma la possibilità per Gascoigne di approdare alla Juventus.

A Roma diventa l`incubo del tecnico Dino Zoff. Marchegiani racconta che un giorno si va in trasferta e Zoff dorme sull`autobus su un sedile in prima fila. Gazza decide di prender un giornale e di mettersi a leggere di fianco a lui. Il bus imbocca un tunnel e diventa buio. All`uscita Gazza e` completamente nudo di fianco a Zoff e la squadra impazza a ridere.

Un saluto caro Gazza, vecchio buontempone. Spero che te la passi bene e grazie di tutto.