
Cristiano Ronaldo ha cambiato il suo modo di giocare in modo considerevole rispetto alla sua prima esperienza nei Reds.
I tifosi dello United hanno comunque bellissimi ricordi del portoghese.
Il numero 7 ai tempi crebbe da talento con infinito potenziale a vera superstar dell’Old Trafford, con Sir Alex Ferguson che massimizzava il suo modo di stare in campo e le sue abilitá.
Tuttavia, è passato più di un decennio da quando Ronaldo passó quel primo periodo a Manchester e in tutto questo tempo il suo gioco è cambiato e si è evoluto abbastanza considerevolmente nella misura in cui ora è un giocatore diverso in alcune specifiche aree.
Ronaldo ha iniziato come ala per lo United, andando in uno contro uno lungo la stessa fascia del suo piede preferito, per spesso crossare verso l’area a favore della conclusione degli attaccanti.
L’ex Rio Ferdinand una volta ha descritto come la natura difficile di Ronaldo abbia causato conflitti all’interno dello spogliatoio, con Ruud van Nistelrooy che contestava spesso i suoi dribbling a volte di troppo.
“Ronaldo aveva la palla a lato e stava facendo le sue veroniche e i suoi dribbling e Ruud stava facendo la corsa verso l`area – ha detto Ferdinand -. Ronaldo non ha crossato e Ruud è impazzito, urlando”.
“Dovrebbe essere nel circo, non dovrebbe essere in campo”, è ciò che avrebbe detto Van Nistelrooy all’epoca, che con quelle parole ha avuto una reazione implicita sul giovane e lo ha costretto a rendere le sue abilità più pratiche per abbinare la sua tecnica a giocate davvero importanti per il collettivo.
A poco a poco, Ronaldo ha iniziato a trovare la rete più spesso e Ferguson ha iniziato a trasformarlo in un’ala larga che a volte avrebbe tagliato verso posizioni piú centrali, piuttosto che un’ala che avrebbe coperto la fascia e basta.
E infatti emerge come il principale tiratore dello United in poco tempo; dal 2006 fino alla sua partenza per il Real Madrid, Ronaldo è arrivato primo per tiri totali in Premier League per tre stagioni consecutive.

Quando Ronaldo lascia i Reds per andare a Madrid, é un attaccante sempre nel pieno dell`azione che tende ad occupare posizioni larghe e a segnare gol in tutti i modi possibili, ma questo pian piano cambia con l’età.
Oggi, il nazionale portoghese tira ancora molto spesso – era in testa alla Serie A per i tiri la scorsa stagione – ma il suo ruolo è più limitato e puramente legato al gol.
Ronaldo si è plasmato in un realizzatore finale di giocate piuttosto che in un giocatore che aiuta a costruirle, ed è forse per questo che ha ancora un tale impatto in campo a 36 anni. È ancora incline a spostarsi in aree ampie, ma non tanto come prima, essendosi trasformato più in attaccante che in attaccante esterno.
Tutta la sua energia è ora dedicata al gol e questo è evidenziato dai suoi contributi difensivi; quanto a statistiche per interventi di pressing e copertura, la scorsa stagione si trovava nell’ultimo 1% degli attaccanti nei primi cinque campionati europei.
Dopo aver lasciato Manchester più di 10 anni fa, Ronaldo é tornato come una versione estremamente cinica ed efficiente di se stesso. E i 2 gol di ieri al Newcastle alla sua prima partita stanno lí a dimostrarlo.
