
Il campionato italiano é stato piú di una volta teatro di bellissime favole. Sono innumerevoli i fuoriclasse che hanno attraversato la Serie A.
Nell’era degli anni ’90, la Serie A italiana è diventata per eccellenza il campionato dove poter ammirare i top players del calcio mondiale. Club come Juventus, Milan, Inter, Roma e Parma sono le squadre che hanno piú storie da raccontare.
Ma tra la squadra c’è un nome che merita di essere preso in considerazione. È la Lazio.
Con uno scudetto conquistato nella stagione 1973/74, la Lazio e il suo falco tornano a tirar fuori le zanne a metà degli anni ’90.
La figura di Sergio Cragnotti è nota per essere una persona fredda e arrogante.
Nel 1990, Cragnotti non é piú soddisfatto del solo successo finanziario che stava ottenendo. Più di questo, vuole essere conosciuto. Vuole essere adorato. In quel momento Cragnotti inizia ad avvicinare diversi dirigenti della Lazio manifestando interesse a prendere la proprietà del club dalle mani di Gianmarco Calleri.
Quando Cragnotti manifesta il suo interesse, la Lazio é ancora intrappolata nelle turbolenze che aveva vissuto a causa degli strascichi dello scudetto del 1974. A partire dalla partenza di Giorgio Chinaglia per i New York Cosmos, una serie di disastri aveva colpito ininterrottamente la Lazio, dallo scandalo Totonero alla scomparsa di Bruno Giordano.
A Cragnotti, però, non importa. Continua imperterrito nell`opera di cinvincimento. Finalmente, nel 1992, riuscì a convincere Calleri a rinunciare al controllo della Lazio a suo favore. Fu un nuovo inizio, un epopea.
Nel nominare Zeman come allenatore, Cragnotti inizia presto a rendersi conto che il ceco non é in grado di portare la squadra verso i grandi successi a cui ambiva.
Le prestazioni della Lazio peggiorano e Zeman viene licenziato dopo 3 stagioni. Dopo una breve parentesi con Dino Zoff, Sven-Goran Eriksson diviene allenatore permanente.
Cragnotti é incantato dal suo carisma. Ecco perché, quando arriva lo svedese, Cragnotti si fa piú coraggioso nelle campagne acquisti. Nella stagione 1997/98, porta Matias Jesus Almeyda, Roberto Mancini, Alen Boksic e Vladimir Jugovic.
Anche i risultati arrivano all’istante. I nuovi giocatori si aggiungono a quelli esistenti come Luca Marchegiani, Alessandro Nesta, Diego Fuser, Giuseppe Pancaro, Roberto Rambaudi e Pavel Nedved.

Nella sua prima stagione alle prese con la Lazio, Erikson riesce a portare la Lazio solo al 7° posto della classifica di Serie A. Ma anche nella sua prima stagione, Eriksson è in grado di portare alla Lazio una Coppa Italia e una Supercoppa italiana del 1998.
Inoltre, lo svedese è stato anche in grado di portare la Lazio in finale di Coppa UEFA 1998. Sfortunatamente, la Lazio deve arrendersi all`Inter di Ronaldo, venendo rasata al suolo per 0-3.
Per Eriksson fu comunque un buon inizio e nella stagione 1998/99 Cragnotti continua con campagne acquisti folli. Il mercato praticamente appartiene a loro con il successo di portare Christian Vieri, Jose Marcelo Salas, Sinisa Mihajlovic, Dejan Stankovic, Sergio Conceicao, Igor Protti, Fernando Couto e Ivan de la Pena. Spendono più di 100 milioni di euro e non possono fare a meno di essere ottimisti.

La stagione si puó definire come una mancata tripletta. I laziali riescono a conquistare il titolo di Supercoppa Italiana battendo la Juventus. Quindi, riescono anche a vincere l`ultima edizione della Coppa delle Coppe battendo il Real Mallorca. Ma falliscono in Serie A.
Nella stagione 1999/2000, Eriksson riesce finalmente a trovare una formula per assicurarsi il trofeo del campionato italiano. Ancora una volta, attraverso la folle azione di Cragnotti, la Lazio cede Christian Vieri nell’estate del 1999. 30 milioni di sterline più Diego Pablo Simeone vengono consegnati da Massimo Moratti in dote per riscattare Vieri.
I soldi del trasferimento di Vieri sono stati poi utilizzati per portare dal Parma Juan Sebastian Veron e Roberto Nestor Sensini. Con Vieri a essere l’unico grande giocatore ad andarsene, la Lazio si stava solo rafforzando. Allo stesso tempo, però, anche la Juventus si è ripresa dalla peggiore stagione degli anni ’90. Il recupero di Alessandro Del Piero da un infortunio al ginocchio fa sembrare La Vecchia Signora come un forte candidato per lo scudetto.
Ad una sola partita al termine del campionato, la Juve ha 2 punti di vantaggio sulla Lazio. Alla Juventus, che gioca contro il Perugia, bastava il pareggio per assicurarsi la vittoria della Serie A. Proprio quando la Vecchia Signora inizia la sua partita, la Lazio ha giá rifilato 3 gol della Reggina e aspetta il risultato finale della Juventus.
Nonostante la vittoria sulla Reggina, sui volti dei tifosi biancocelesti non c’é ancora alcuna espressione di gioia.
Sotto una forte pioggia, arbitro del match diventa un certo Alessandro Calori, allora 33enne. Con un tiro a incrociare, il difensore infila Van der Sar. 1-0 per i padroni di casa. All`Olimpico i tifosi invadono il campo e inizia la festa. Sembra un miracolo.
Ma i bei tempi non durano a lungo. Il motivo é che solo un anno dopo la conquista dello Scudetto, la Cirio, che era la principale fonte dei fondi della Lazio, ebbe problemi finanziari e alla fine fallì.
Cragnotti porta ancora Gaizka Mendieta, Jaap Stam, Stefano Fiore e Darko Kovacevic a caro prezzo. Tuttavia, vengono finalizzati solo dopo che anche Juan Veron, Pavel Nedved e Marcelo Salas vengano venduti.
Nel 2003 Cirio dichiara bancarotta e nella stagione successiva Cragnotti viene ricercato dai pm per peculato. Il regime presidenziale è praticamente finito e la partenza dei fuoriclasse diviene inevitabile.
