Pochi club al mondo sono più inclini all’autodistruzione della Roma.
L’ultimo litigio tra Paulo Fonseca e Dzeko non è affatto nuovo, visto che la Roma ha attraversato giá screzi enormi tra Francesco Totti e Luciano Spalletti pochi anni addietro, ma questa volta è diverso. Totti era un’icona, mentre Dzeko è un attaccante che apparentemente ogni anno è sul punto di partire per Chelsea, Inter o Juventus.

Spalletti nel 2016 era al suo ritorno al club dopo il ciclo 2005-2009. Riuscirá a portare i giallorossi al secondo posto dopo l`inizio disastroso di Rudi Garcia. Di Fonseca possiamo soltanto parlare fino ad ora di un buon gioco ma di risultati mediocri nella stagione di esordio, quella passata (e di un rapporto con i tifosi che stenta a decollare).
In tutta la diatriba dell`ultimo mese Dzeko si é comportato in modo intelligente, però.
Escluso dagli allenamenti con i compagni, ha insistito comunque per assistere a ogni partita sugli spalti, supportare la squadra e festeggiare a ogni gol. Ha avuto modo di conoscere bene i suoi tifosi e ha voluto dimostrare agli ultras che lui era quello che davvero tiene alla Roma, a differenza dell`allenatore di passaggio.
La soluzione è stata una soluzione provvisoria, perché con la finestra di mercato di gennaio chiusa e l’Inter troppo al verde per permettersi lo stipendio di Dzeko, Roma e giocatore non hanno altra scelta che stringere i denti e superare i prossimi sei mesi, cercando di tenere a bada il risentimento reciproco. A luglio ci saranno i soliti rumours di mercato sulla partenza del bosniaco, mentre sarà un miracolo se Fonseca durerà l’intera stagione.
Il general manager Tiago Pinto ha giá degradato Dzeko affermando in sala stampa che la fascia non é piú sua e che sará l`allenatore a decidere il suo successore. La soluzione vera per la fascia di capitano sarebbe stata una decisione che avrebbe dovuto essere presa in primo luogo: fare di Lorenzo Pellegrini il capitano della Roma. Per decenni quell’onore è stato dato solo ai rappresentanti locali: Giuseppe Giannini, Francesco Totti, Daniele De Rossi e Alessandro Florenzi. Negli ultimi anni, quei talenti nostrani, gli uomini che amano la Roma più che un lavoro, sono stati sistematicamente eliminati dalla rosa per motivi sconosciuti. Se i Friedkins sono davvero determinati a ristabilire il legame del club con i tifosi, fare di Pellegrini il capitano è un grande passo nella giusta direzione.
Siamo onesti, a Dzeko è stata data la fascia solo perché non era rimasto nessun altro ed è stato un modo per placarlo dopo che il trasferimento in un club più prestigioso non si era materializzato.
Dzeko non avrebbe dovuto indossarla mai.
Se c’è una cosa su cui i tifosi possono essere tutti d’accordo, è che preferiscono tenere Pellegrini piuttosto che Dzeko o Fonseca (che piú che probabilmente si dedicheranno a un altro progetto).

Ora, tutti sosteniamo Edin Dzeko come un magnifico attaccante.
Ha segnato più di 100 gol per la Roma, e merita molto credito. Ma vogliamo anche il meglio per lui e forse é da ammettere che non puó essere lo stesso leader alla pari di Totti o De Rossi. Forse si sente più libero senza responsabilità, quando può concentrarsi sull’unica cosa che sa fare meglio: segnare.
Strapparlo dalla fascia non dovrebbe essere visto come una punizione ma come una liberazione. Per il bene di tutti. Dzeko e Roma.